Assassino...Guardiano del Cancello Nero
Sono al bar a prendere un caffè. E' amaro e fa anche abbastanza schifo, ma per questo io non smetto di bere caffè... Ma cambio bar. (Alessio B.)
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da*loading*ombre
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« L'odio senza desiderio di vendetta è un seme caduto sul granito »
Honoré de Balzac |
S'apre la strada nel cuore
il battito accelera,
il sangue si riscalda.
Passa poi nella mente,
inasprisce i sapori
azzera le compassioni.
Non esistono più amici,
non esistono più barriere
dire e fare sono uguali.
Si fa spazio nei muscoli
gonfi e orgogliosi svettano,
in trepida attesa d'esser usati.
Nelle menti più fine è assai più dolce
pianificando e regolando le situazioni,
aspettando pazienti il momento.
La fame non esiste più
chiusi in un guscio da soli aspettare,
la quiete prima della tempesta.
Poi tutto in un attimo.
Caos, urla, dolore e morte.
La rabbia s'espande fino al cielo
il dolore urla fino alla luna
il rancore soffia come un ciclone
e la potenza non smette di distruggere.
Non importano i danni provocati
la vendetta ne è giudice,
l'odio ne è il carnefice.
Che siano parole o percosse non importa
l'importante è raggiungere il risultato,
i mezzi sono solo dettagli.
Alla fine pero attenzione,
non sia di lacrime o ripensamenti la ricompensa,
non gettare tutto nel rimorso.
Che sia d'orgoglio l'anima piena
d'aver sfogato lo spirito e il corpo,
in una causa più che giusta.
Crociata contro il mondo e gli uomini
contro dolore e torti subiti,
resi in un impeto di gloria e di onore.
Dolore, rabbia e rancore.
Come capire quando non è il momento?
Come capire quando non uccidere?
Pace, felicità e gioia.
Come capire quando è il momento?
Come capire quando amare?
E questo dio o diavolo che sia
con tutti i loro falsi profeti che lo chiamano amico
perche non dice nulla; cos'è cieco?
Nessuno è mai stato al mio fianco
nessuno mi ha mai insegnato nulla
non ho avuto mai un maestro
non ho mai ringraziato nessuno.
Quando le stelle cadono su di me
il sole si rifiuta di splendere
il cielo si trasforma in pietra
per questo non c'è un paradiso in cielo
e l'inferno non aspetta la nostra caduta.
Perchè non posso arrabbiarmi?
Perchè porgere sempre l'altra guancia
Io non sono un santo.
Non sono un dio,
ma un semplice peccatore
che rivuole cio che gli spetta.
Mi hanno derubato
mi hanno ingannato
mai altro hanno fatto con me
perchè allora il mondo si stupisce della mia ira?
E non avro più pietà
perchè so che è giusto per me!
E non ci saranno più seconde occasioni per nessuno
non ci sarà ultimo desiderio, pasto o sigaretta,
nessuna preghiera per chi muore.
Sarà il tempo giusto per uccidere
e ucciderne un altro
e un altro ancora e ancora...
Sotto l'unica bandiera che sventolerà sotto un cielo porpora.
La brezza della notte è umida,
bagna tutto cio che sfiora,
che sia pelle o freddo acciaio
lascia sopra il passaggio di se.
Il vento del giorno è rumoroso,
ogni essere che ha orecchie non puo non sentirlo,
che sia umano o primitivo animale
lascia nella mente il ricordo di se.
La brezza è umida delle lacrime del mondo.
Il vento è carico delle urla del mondo.
Da paesi e persone lontane
il dolore raggiunge le vette del mondo,
incurante nell'attraversare oceani
instancabile nello scalare montagne,
arriva nel profondo del nostro essere.
E' fingersi sordi e andare avanti è semplice.
Mentire al mondo sembrando impegnati lo è altrettanto.
Ma nel buio della notte ove ogni forma scompare.
Ne luce ne rumore alcuno accanto a noi,
ne muri ne finestre proteggono la nostra mente,
tenuta sotto scacco dai figli della natura
terrorizzata da urla e sangue
dei figli dimenticati dal mondo.
Tutto cio che si ha ha perso valore.
Nulla più ha il suo prezzo al giorno d'oggi.
Nemmeno l'amore.
Nemmeno l'onore.
O il dolore.
La felicità.
I soldi?
Palliativi per essere felici.
La nuova droga.
Dipendenza immediata.
Viaggi incredibili.
Sicura, non ti ammali.
Non brucia le cellule cerebrali.
Senza danni collaterali.
Puo essere chiamata vita?
Tutto puo riprendere valore.
Anzi puo addirittura aumentare.
Quando?
Quando non si ha più nulla.
Quando si è nel nulla.
Quando sei spoglio di tutto.
Allora, a quel punto, apprezzi tutto.
Anche il dolore.
Anche l'amore.
Verrà un giorno anche per voi.
Verrà un giorno, ma non oggi...
Rimpianti, delusioni e ricordi.
Quanto di più presente quando si è soli.
Tutte quelle cose che sarebbero potute succedere.
Mai accadute.
Per scelta.
Discorsi con "Se", "Ma", "Pero`"...
E rimpianti, rimpianti e ancora rimpianti...
Una vita passata dietro ad occasioni sperecate, treni persi e porte chiuse.
Voci dentro ci chiamano e ci parlano.
Piangendo e disperandosi chiedono altre occasioni di felicità.
Indietro non si torna, com'è giusto che sia.
A loro non importa, loro chiamano, urlano e parlano.
Quanso siamo soli il silenzio perfora i timpani.
Come una legione risuona nella mente rimbombando.
E non esiste musica o copertura per non sentirlo.
Imptoenti di fronte ad eventi più grandi osserviamo.
Declini di vite; uomini e donne senza speranze.
A volte è come guardarsi in uno specchio.
Quando si è noi nel declino.
Quando si è noi nel baratro.
Nessuno che ci aiuti.
Che ci sostenga.
Che ci dica anche solo una maledettissima parola di conforto.
Nessuna preghiera per chi muore.
Tutto questo, poi la liberazione.
Derisi e sconfitti, ma non importa.
Stanchi e feriti, ma con un filo di vita dentro.
Riposando per far passare il dolore.
Intorno a noi il declino.
Quando è il mondo ad essere in declino, è facile eccellere.
In piedi sotto il cielo.
Rivolgendosi ad angeli e demoni.
Che sia Dio o Satana non importa.
Gridando vendetta e rispetto.
Gridando onore e potenza.
Prendiamo coscenza di noi stessi, una volta nella vita.
La prima volta nella vita.
Prendiamo coscenza.
Prendiamo cio che ci spetta.
Riprendiamoci la vita.
Verrà un giorno in cui il mondo intero sarà un Cancello Nero.
Verrà un giorno in cui uccidere alla luce del sole sarà possibile;
il terrore e la paura vedranno finalmente il sole
e la luna diverrà gelosa.
Parlo come se fossi già morto e non mi interessa.
Questo è il regno dell'acciaio
la mia spada è giuduce, giuria e carnefice.
Voi che dite di vivere, voi che dite di soffrire
lamentandovi a testa bassa senza un briciolo di orgoglio
nemmeno di uno sguardo siete degni.
Lucidero` la mia spada, e berro`l'ultimo drink
la vostra verità non esisterà più
vi sbudellero`senza pietà.
Non ho bisogno di aiuto
non ho pardoni da servire
ne vite da proteggere.
Fedele solo a me stesso
combattero` fino all'ultima goccia di sangue
moriro`portandomi dietro tutti voi.
Verrà un giorno, ma non oggi...
Ci sono dei posti dove gli occhi non arrivano
Altri dove non vi arriva l'immaginazione
Ci sono posti poco conosciuti
Altri addirittura inesistenti
Ci sono oggetti ovvi nella vita di tutti i giorni
Nemmeno c'è da chiedersi da dove vengano
Ci sono oggetti ovvi che vengono da posti inesistenti
Inganni per gli occhi e per le menti
Lacune mnemoniche che son caramelle
Sdegnanti per il loro sapore pungente
Popolo imbestialiti, barbari e morti
Carni morte che non sanno di esserlo
Con cervelli spenti ma non morti prosperano
Nell'indifferenza comune il mondo calpestano
Passerete tra la mie mani questo è certo
Ma senza vendetta questo prometto
Daro` a voi la pace sempre desiderata
Che in vita invano avete cercato...
Le stelle ci guidano e con esse il nostro destino.
Fino al nostro ultimo respiro saremo in grado di seguirlo.
La conoscenza l'ultimo traguardo per la perfezione.
Il perfezionamento di se stessi non è solo un obiettivo.
E' una sfida contro il mondo.
E' la sfida contro il mondo.
Frammenti di specchi sotto i nostri piedi feriscono.
Sanguinanti chiediamo di poter continuare a camminare.
"Ti ricordi di me?"
E' Dio che ci chiama?
Chi puo decidere cosa sognare?
O siamo noi stessi che non sappiamo piu chi siamo?
Le illusioni sono come questi vetri.
Tagliandoci a pezzi quando cadono.
Distruggendoci il mondo quando cadono.
Le nostre ferite sparse con il sale fanno promesse di altrettanti dolori.
Noi dolenti e piangenti strisciamo in un fango invisibile che non sporca i vestiti.
E il nostro animo é ormai lordo dei nostri peccati.
Siamo peccatori questo si.
Ma non contro Dio, questo no.
Siamo peccatori contro noi stessi.
La sodomia spirituale è il nostro vizio.
Godiamo nel sentire dolore dentro.
E piu che lo sentiamo piu che ne vogliamo.
In un vortice languido di perversione viviamo.
Nello sporco laviamo le nostre anime.
All' improvviso poi mi sveglio, e qui è tutto uguale.
Non vi sono peccati, ne vortici ne fanghi.
Qui mi manca tutto.
Qui dove l'acqua fa da regina e tutto comanda.
Dove la terra è solo un mero ricordo.
Lontano dal mio Cancello Nero urlo e grido.
Contro un cielo di porpora senza sangue.
tutto questo e nulla più...
Non sempre il sole illumina la vita delle persone; a volte capita che nuvole nere offuschino la voglia di vivere, e tutto diviene grigio e buio.
Molte persone non sono fatte per sopportare le nuvole nere, si sentono come oppresse da un macigno per loro insostenibile.
Altre invece, fanno di quelle nuvole compagne indissolubili, per una vita fatta di dolore e sofferenze, che in un modo o in un altro riempie le loro giornate.
Verrebbe da chiedersi da quali alchimie queste nubi sono governate, come fanno ad inserirsi prepotentemente nelle menti, nei cuori... Perchè ogni giorno viene la sera, perchè il vento non soffia sempre, perchè, perchè, perchè e ancora mille e mille domande senza risposta...
Tuttavia a me le risposte non interessano; no, non voglio sapere un qualcosa che so gia, io che sono riuscito ad animare la materia, ma che non sono riuscito a scaldare il cuore delle persone...
Non voglio sapere perchè la tristezza prende all'improvviso, chiedendosi perchè si è ancora vivi; tutto questo io lo so gia, ma lo so solo per il mio cuore, per il mio spirito che non è esente da queste sensazioni...
Assassino lo si nasce e lo si può diventare. Assassino è la risposta alle cose cattive, al dolore, alla solitudine...
Ditemi adesso voi, quante volte il cuore vi sanguina lacrime amare, quante volte il respiro s'interrompe lasciando spazio alle lacrime. Quando non riuscite a pensare ad una persona senza impazzire denro di voi, quando una canzone è peggio di una pugnalata, e una frase è peggiore del veleno...
Abbiate pietà di voi stessi ed accettate il dolore come parte della vostra esistenza, come un qualcosa che mai se ne andrà... Una volta fatto tutto questo vederete che tutto sarà differente. Ed ho detto differente, non migliore...
Arriverà un giorno in cui la pietà finirà...
Da troppo tempo ormai il dolore entra ed esce dalla mia mente come e quando vuole...
Il dolore, questo mondo che ancora non capisce...
Non capisce che si sta uccidendo;
che i suoi abitanti sono solo morti che camminano,
che i suoi morti non avranno mai voglia di risorgere...
Tutto ciò è agghiacciante.
Mortalmente agghiacciante.
Nessuno farà mai nulla,
perchè dovrei espormi?
Prendere l'impegno di ripulire un mondo di anime che non vogliono esser deportate...
No mi dispiace.Non sarò io.
Non volgio togliermi il piacere
di vedervi scendere nell' inferno che vi meritate,
procurandovelo con le vostre stesse mani..
Un giorno poi, arriverò anche io...
A & B
Scena all'aperto in una periferia cittadina. Campo lungo sullo sfondo in bianco e nero, voci fuori campo
A (monologo): Molte persone si credono libere; alcuni lo sono davvero, altri sono solo prigionieri di un sogno che non gli appartiene...
Molte persone si fermano davanti a sogni effimeri, ed utopie senza via d'uscita; altri si gettano nel vuoto tentando il tutto per tutto...
Occasioni sprecate,vite distrutte,oceani di disperazione...
Ma in fondo poi e perchè?
Aspettare un treno che non passerà mai,convincendosi che la speranza è per forza l'ultima a morire.
E la polvere,inesorabile, si posa addosso lasciando quell'odore secco addosso a se...
Bestie che gridano amore nel cuore del mondo; nessuno le ascolterà mai...
Nessuna espressione piu sul volto, morti che camminano in un mondo inquinato dai loro stessi pensieri...
Nessun compleanno regalerà il dono più desiderato,nessun premio colmerà mai il vuoto della fatica usata...
B: "Qual'è allora il senso della vita?"
A: E dove le trovo da morto tutte queste emozioni?
Risata leggera da parte dei due,uscita di spalle su campo lungo.
Ci hai mai pensato?
A scoprire il mistero dell’amore?
Si certo.
Impossibile, non basterebbe un’eternità per capirne anche solo un decimo.
Eppure ci sono persone che in un attimo, si sentono illuminate, libere e felici.
Ne dubito, si tratta solo di una reazione momentanea.
No, non ci credo, io sono sicuro che esiste qualcosa di più che una reazione fisica
Ma sicuramente esiste qualcosa di più, ti dico solo che nessuno ne capirà mai nulla, è una questione troppo annodata e che poi si perde non solo nella notte dei tempi, ma anche dentro ognuno di noi...
No non ci credo, quando una persona ama, è coerente, sa ciò che fa, sa ciò che vuole.
Ti sbagli; una persona che ama non capisce nulla, vuole solo andare dove quella sensazione di benessere può farlo arrivare.
Tu dici allora che l’amore è una mancanza di razionalità?
Si, assolutamente. L’amore è una mancanza di razionalita, ma non solo…
E cioè?
L’amore è il numero perfetto che non sia il tre.
Più che ti ascolto e più mi convinco che sei matto.
Matto…Magari…
Perché io che ci credo ti parlo contro, e tu che non credi ne parli a favore?
Questa è una domanda che se ci pensi, nella mente tua, troverai facilmente risposta…
Ma che vuoi dire?
Mi bastano due parole e capirai tutto...
Ma quali?
Contraddizione pura.
Il dolore.
Unica cosa che fa capire la vita. Un’abitudine, una risorsa. Per alcuni una rovina, per altri una droga. Altri ancora nemmeno ci pensano.
Il dolore da la vita, con esso sai se dormi o no. Il dolore fa amare la vita. Il dolore è una contraddizione pura.
Con il dolore apprezzi Dio. Dopo il dolore vuoi l’amore. Con il dolore ricordi la tua malvagità. Con il dolore chiedi perdono. Il dolore sa che lo sai. Il dolore sa che ci sei. O muori con esso o guarisci da esso. E lui lo sa.
Dolore dolore dolore. A volte lo cerchi, lo desideri. Non puoi farne a meno.
Dolore dolore dolore. A volte ti cerca, ti desidera. Non può farne a meno.
Al dolore non racconti menzogne, lui sa quando menti.
Al dolore non puoi fare male, è lui che lo fa a te.
Al dolore non fuggi in eterno, prima o poi ti ritroverà.
Al dolore nessuno scampa, nemmeno Gesù ci è riuscito.
Puoi capire un milione di cose quando soffri, la tua lucidità aumenta e sai che è tutto vero. Il dolore o lo fai o lo subisci.
Nessuno scampo. Mai.
Datemi un numero, che sia perfetto. Ma non il tre.
Datemi voi una soluzione, una via d’uscita.
Per cosa?
Ah questo non lo so, ditemelo voi.
Sei senza senso, se hai una domanda falla e vedremo di che si tratta…
Io? Perché mai dovrei sembrare ai vostri occhi senza senso? Perché rappresentarmi come matematica pura, l’immagine universale dell’illogicità, e poi so benissimo che non troverò mai la più universal delle risposte, alla più universale delle domande…
Matematica illogica? Risposte universali? Ma sei impazzito?
Impazzire si, questo mi piacerebbe moltissimo. Ma purtroppo sono maledettamente sano. Non sono pazzo, non sono instabile mentalmente; sono sano, razionale e maledettamente logico. Ma non matematico, tutto ma non matematico. Numerico si, potrei accettarlo, ma non matematico.
E’ un discorso senza senso, i numeri sono tutta matematica.
No non è vero, i numeri sono solo numeri quando sono puri. Un numero non è altro che fine a se stesso fino a che non lo utilizzi con qualcosa di esistente.
Ma che stai dicendo, lo senti che stai delirando?
Magari questo fosse un delirio, una dolce spirale decadente in un me stesso senza fine.
Questa è solo un’utopia della peggior specie, una di quelle che durano e sembrano realtà, ma poi finiscono e tu torni nella tua realtà con le ossa rotte.
Sei pazzo, dovrò farti internare.
Tu dici a me che sono pazzo, ma tu che ti fumi 30 sigarette al giorno e la sera bevi per dimenticare la vita di merda che fai, credi di essere più furbo di me?
Questi non sono affari tuoi.
Ed allora se non sono affari miei, riprenditi la tua bella perizia psichiatrica scritta al computer perché il tremore non ti permette di scrivere; butta pure via quella laurea da due soldi, acquisita più con fortuna che con merito, e vatti ad impiccare all’ albero più vicino che trovi.
Ma che cosa vuoi da me maledetto imbecille?
Da te? Da te non voglio nulla, e poi siete voi che mi avete chiamato, che cazzo vuoi te da me?
Credevano che tu fossi matto, ma adesso capisco che sei veramente da ricovero.
Ancora con questa storia? Io non sono matto, te l’ho detto, magari lo fossi. Io per voi sono matto solo perché vedo le cose in un modo differente.
E per questo che finirai in un ospedale psichiatrico, sono sicuro che li avrai tempo per differire in tutti i modi che vuoi.
Che fai credi di spaventarmi?
Spaventarti? No. Rinchiuderti? Si.
Potete rinchiudermi dove vi pare, ma non cambierete mai il mio modo di pensare. Mai.
Portatelo via. Alla prossima signor Assassino.
La prossima? Per te non ci sarà mai una prossima.
E’ una minaccia?
E’ una promessa.
Mai minacciare, promettere sempre.
Avete mai visto l’inferno? Io si. Un inferno orrendo, senza fiamme, freddo e senza dolore.
Una vita senza emozioni. Ecco l’inferno. Una vita senza riposo. Ecco l’inferno.
Ogni occasione è un inferno. Ogni maledetto attimo può trasformarsi in un inferno, dal quale è impossibile tirarsene fuori.
E nell’inferno non c’è pazzia, nel inferno non ci sono contraddizioni pure. L’inferno è, e basta. All’inferno sei te stesso e sai di esserlo. Non ci sono droghe, alcolici, sesso. Nulla di peccaminoso che possa farti dimenticare, anche per un solo attimo, la situazione nella qale sei.
Non si scappa dall’inferno da vivi. Hai solo una possibilità: Ucciderti o uccidere il tuo carnfice; comunque sia del sangue dovrà scorrere. Che sia il tuo o quello di qualcun altro, all’inferno questo non importa. Dovrà scorrere.
Datemi un numero, che sia perfetto. Ma non il tre.
Una porta sull’anima, questo vorrei. Una piccola porta da aprire, per poter aggiustare ciò che talvolta non va. No proprio non va.
Quando siamo stanchi e vorremmo staccare. Apriamo la porta.
Quando siamo depressi e vorremmo ridere. Apriamo la porta.
Quando siamo morti e vorremmo vivere. Apriamo la porta.
E così via, via, via… In una danza di occasioni perdute e recuperabili; l’occasione unica che non esiste più. Sapere di avere una seconda possibilità, una speranza in più.
Tranquillità. Serenità. Sapere di avere tempo.
Sarebbe molto bello creare un libro così. Per quanto io sia credente, credo che nemmeno una religione possa essere così piena di forza.
Non è facile curare lo spirito di una persona. No, non lo è affatto.
Io vorrei riuscirci, così potrei curare anche il mio, ma è impossibile.
Ditemi un numero, che sia perfetto. Ma non il tre.
Un monologo impressionante, un macigno insostenibile, qualcosa di tamente grande da non poter essere nemmeno immaginato.
Avrebbe un senso?
Un racconto breve, un atomo invisibile, talmente piccolo e leggero che dopo l’ultima parte non è passata nemmeno un’ora.
Avrebbe un senso?
Centocinquanta. Un numero puramente a caso, rientra nella mediocrità o nell’infimo?
Settecentoventitrè. Un numero puramente a caso, rientra nella mediocrità o nell’infinito?
Ditemi un numero, che sia perfetto. Ma non il tre.
“A: -Dica trentatrè-
B: -Trentatrè-
A: -Ma cosa dice lei trentatrè lei è il dottore!-
B: -E allora quanto devo dire?-
A: -Ma non lo so; tre e cinquanta, quattrocento-
C: -Ma non è troppo quattrocento, ci rientriamo?-
A: - Si si si, ci stiamo dentro. Avanti, avanti!-“
Mancanza di razionalità, incoscienza pura; non sapere il giusto verso, il ritmo da seguire. Vorrei solo che fosse veloce ma capibile, un pezzo di heavy metal assieme ad una ninna nanna.
Una contraddizione pura.
Una pagina vuota, una finestra su se stessi, la voglia di scrivere tutto cio che abbiamo dentro.
L’impotenza. Il non sapere, il non volere, la paura di riconoscersi o peggio di non sapere che su carta possiamo diventare…La voglia di scrivere, imentarsi in quell’esperienza che affascina; la proprietà di emozionare scrivendo. La storia del mondo, la nostra storia, un volto un dipinto… Qualsiasi cosa che possa esser messa su carta. La voglia di raccontare agli alttri come vorremmo che venisse da noi raccontata. La carta non ha un volto o un ocrpo, al massimo può avere un nome ma nulla di più.
Sulla carta si è anonimi. Un libro è anonimato puro.
Un racconto è ciò che siamo o che vorremmo essere. Una vita passata ad emozionare se stessi; perché non raccontarla algi altri?
Potrebbe non emozionare, potrebbe sembrare squallida ed insipida. Non voglio far sapere. Non voglio fare vedere. Un nome falso, un’altra identità, una penna virtuale che non lascia tracce riconoscibili. Ecco si tutto questo è quelle che chiedo, quello che chiedono tutti. Raccontare, ancora e ancora. Ma senza un volto, senza un nome. Solo il racconto. Un fantasma che racconta storie vere, che parla di emozioni. Scritte su carta. Nessuna impronta. Nessuna prova.
Io, il mio schermo bianco ed una sola vita.
Nulla più.